About Old School

IL BLOCCO DELLO SCRITTORE

ovvero, come inventai Old School

Il blocco dello scrittore, così lo chiamano. Niente di cui preoccuparsi, sai, è solo che a volte sei lì e non ci sono idee. Sei chiuso nel tuo studio arredato male. Fissi le lettere da scegliere. Niente.
La sagoma di qualche idea sembra palesarsi dietro il vetro spesso della porta... ma se ne va dopo aver avvicinato la faccia all'occhiello. Se ne va senza nulla da dire.
Ripeto: niente di cui preoccuparsi.
È solo un blocco momentaneo.
Un momento che è durato quasi dieci anni. Però poi è cambiato tutto. È successo da quando ho aperto le porte al mondo.
Ho accettato la mia passione: mi nutro di storie e mi butto a capofitto nelle avventure.
E gli Occhiali da Sole, direte?
Furono proprio loro a farmi ritrovare l’ispirazione.

Tutto cominciò quando Dominique entrò nel mio bar. Sapevo poco di lui. Da qualche anno frequentava il Peer Gin, il mio locale. Qualcuno mi disse che era un inventore, altri che era un manager. Ma non chiesi al diretto interessato. Se non mi dai a parlare, io mi faccio gli affari miei. È la mia filosofia di vita.
Tuttavia, la sera della Vigilia di Natale, quel Dominique sembrava a pezzi. Il capo traverso sul bancone che giocherellava con un bicchiere di rhum semivuoto. Aveva voluto che gli lasciassi la bottiglia, ma ne aveva versato solo qualche goccia.
“Tutto ok, amico?” chiesi, per compassione più che altro.
“Tutto una m***a…” bofonchiò.
“Se ti va di buttare fuori quello che ti gira per la testa, sono qui… e ho circa quaranta bicchieri da asciugare. Non vorrei farmi gli affari tuoi, ma io ne approfitterei. Uno strizzacervelli non ti lascia una bottiglia di rhum invecchiato 8 anni davanti.”
“Oggi è insieme il giorno più bello della mia vita e il peggiore. Pensi sia possibile?”
“Non c’è molto limite al possibile. Fidati, c’è sempre qualcuno a cui è successo quella cosa che credevi incredibile. S-E-M-P-R-E.”

“Ho inventato una miscela chimica sensibile alla luce. Ha tantissime applicazioni, ma la più utile è nella realizzazione di lenti per occhiali. Pensa te: occhiali che monterebbero queste lenti possono scurirsi al sole e schiarirsi all’ombra, senza influenzare minimamente la chiarezza della visione.”
“Questa sì che è una scoperta! Sarai presto milionario allora! Di che ti lamenti?”
“Mi lamento del fatto che nessuno mi vuole finanziare… e poi, non è che sia un grande esperto di design di occhiali. Quindi non so nemmeno che farmene da solo di questa invenzione.”
“Wow! A me sembra una splendida idea.”
“Bene, sei il mio primo supporter…” accennò una risata.
Un’idea geniale mi balenò in mente. Sapevo che sarebbe stato un rischio… Ma…
“Ascolta, io so disegnare… In un passato remoto, ho studiato arte alla New York University, anche se non si direbbe oggi. Potrei creare io il progetto per le montature.”
“Grandioso, ma non risolve il problema principale: il denaro! I materiali di costruzione non crescono sugli alberi…” disse affievolendosi.
“I materiali no, ma in un bar al centro di Manhattan la gente con le saccocce piene di passaggio è talmente tanta da sembrare che cresca sugli alberi. Tu non preoccuparti dei fondi! Il tempo di riscuotere da qualche creditore e avrai un abbastanza denaro per brevettare la tua invenzione… su un paio di occhiali disegnati da me!.”
“Va bene, potrei fidarmi, ma da dove pensi di prendere spunto per disegnare un paio di occhiali da sole.”
“Qui, in questo bar, sento un sacco di storie di vita, storie folli alle volte… Mi hanno sempre stuzzicato la creatività. Saranno le storie che sento a guidarmi.”
“Tu sei strano… Ma mi stai simpatico.”
Sta a vedere, non te ne pentirai!”.